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Giacomo
Rosselli è stato protagonista della serie televisiva “I
ragazzi della terza C”. Al suo esordio protagonista del film “Improvviso” della scrittrice ungherese Edith Bruck, presentato al Festival del Cinema di Venezia. Attore autodidatta, ha iniziato a lavorare giovanissimo in teatro nel 1979 con la Compagnia di Valeria Moriconi in un testo di Diego Fabbri “L’hai mai vista in scena?” per la regia di Franco Enriquez e in alcuni film di quel periodo come “Amarsi un pò” con Virna Lisi e Claudio Amendola e“ Vacanze in America” con Christian de Sica e Edvige Fennec di Carlo Vanzina, “Segni particolari: bellissimo” di Castellano e Pipolo, con Adriano Celentano e Federica Moro. Per il teatro ricordiamo tra gli altri: “L’impostore” di C. Goldoni, regia di Giancarlo Cobelli, Compagnia Veneto Teatro, “Ekaterina Ivanovna” di L. Andreev, Compagnia A.T.E.R, regia di Giancarlo Cobelli, “La vera storia del cinema americano” regia di Tonino Pulci, “La macchina della follia” da W.Shakespeare, regia di Pippo Di Marca, “Another Country” di Joan Mitchell, regia di Riccardo Reim, “Gente di Dublino” da J. Joice , regia di Riccardo Cavallo, “L’alba del Terzo Millennio” testo e regia di Pietro De Silva, “Berlino: una stanza vuota” Compagnia Teatro dei Borghi di Parma, regia di Ester Cantoni, “Il giardino dei ciliegi” di A. Checov, regia di Salvatore Cardone, “Se questo è un uomo” di P.Levi, regia di Franco Però. Da anni collabora con la Compagnia Teleme Teatro diretta da Francesco Tarsi, partecipando, in ruoli di primo piano, a numerosi allestimenti di opere shakespeariane nel suggestivo scenario dell’ Anfiteatro di Roselle e nell’antica Città di Cosa: Prospero nella Tempesta, Biron nelle Pene d’amor Perdute, Malvolio nella Dodicesima notte, Frate Lorenzo in Romeo e Giulietta, Oberon nel Sogno di una notte di mezza estate. Intensa anche la collaborazione con la Fondazione il Fiore di Firenze come interprete di poeti classici e contemporanei da Dante al premio nobel Seamus Heaney. Nel 2006 partecipa al film di Gianfranco Albano, per la RAI, “Don Pietro Pappagallo: il coprifuoco” e alla serie tv di Canale 5 “L’onore e il rispetto”, di Salvatore Samperi. |
Caterina Genta
si è diplomata alla Folkwang Hochschule nel 1994 con i maestri
del Wuppertaler Tanztheater di Pina Bausch e ha conosciuto a Berlino il
Butô di Yumiko Yoschioka. A Roma ha collaborato con il coreografo
giapponese Tetsuro Fukuhara. Ha partecipato al Performing Arts Research
and Training Studio di Bruxelles, all’European Student Dance Conference
di Amsterdam, è stata ospite della compagnia Ultima Vez di Wim
Vandekeibus. Ha danzato in Germania, Belgio, Olanda, Francia in coreografie
di Susanne Linke, Josè Limon, Ria de Corte, Vivien Bridson e altri.
In Italia ha è anche attrice e musicista, autrice e interprete
di coreografie, spettacoli e performance dal 1986, svolgendo parallelamente
attività didattica per danzatori e attori professionisti in scuole
e università in Italia e all’estero. Come interprete ha lavorato
tra gli altri con Danio Manfredini e il Teatro Valdoca di Cesare Ronconi
e nel cinema con Marco Bellocchio, Francesco Maselli, Giuseppe Bertolucci.
Si è laureata nel 2005 in Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università
La Sapienza di Roma. Da anni collabora con la Compagnia Teleme Teatro di Francesco Tarsi interpretando ruoli di primo piano in allestimenti di opere shakesperiane nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro di Roselle e nell’ Antica Città di Cosa. Collabora inoltre con la Fondazione il Fiore di Firenze come danzatrice e interprete di poeti classici e contemporanei. Alla fine del 2005 ha prodotto e diretto il cortometraggio “Il maleficio della farfalla”, libera riduzione da Garcia Lorca, con il contributo dell’IMAIE (istituto per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori) nel quale è anche interprete e autrice delle musiche originali. Nel 2006 è iniziata un’intensa collaborazione artistica con Marco Schiavoni che si è aperta con la performance danzata con arpa cinese “Bolero del Drago Rosso” nel foyer del teatro Eliseo di Roma e prosegue con lo spettacolo digitale “Di qui a cinque anni”, dal testo di Garcia Lorca, presentato al teatro dell’Orologio nel maggio 2006. |