BOLERO DEL DRAGO ROSSO
performance danzata con gu-jang (arpa cinese)
di e con
Caterina Genta e Marco Schiavoni

Caterina Genta

Finalista al Premio Equilibrio 2008 con il progetto Myo-ho la danza delle ossa, presentato in febbraio all' Auditorium Parco della Musica di Roma. Autrice e interprete di coreografie, spettacoli e performance. Ha studiato alla Folkwang Hochschule diretta da Pina Bausch diplomandosi in danza e composizione coreografica.
Ha danzato in coreografie di Susanne Linke, Jose Limon, Jean Cebron, Vivien Bridson. Ha partecipato al Performing Arts Research and Training Studio di Bruxelles, all’European Student Dance Conference di Amsterdam ed è stata ospite della compagnia Ultima Vez di Wim Vandekeibus. Ha partecipato ai festival Jonge Dans di Rotterdam, Junge Tanz ad Essen, Bates Festival di Lewiston, Danse a Lille, collaborando, in seguito, con alcune compagnie in Francia e in Belgio.
A Berlino ha conosciuto il Buto di Yumiko Yoschioka e a Roma ha collaborato con i danzatori giapponesi Tetsuro Fukuhara e Tombo Kanda.
Nel 1996 è tornata in Italia dove ha iniziato a lavorare anche come attrice, svolgendo parallelamente attività didattica per danzatori e attori professionisti in scuole e università in Italia e all'estero. Ha lavorato con il Teatro Valdoca, Balletto ‘90, Giuseppina von Bingen, Palermo Danza, Vuelazul ed altri. Nel cinema con Marco Bellocchio, Francesco Maselli, Giuseppe Bertolucci, Costanza Quatriglio, Luise Husler.
Da anni collabora con la Compagnia Teleme Teatro intepretando, come attrice, ruoli di primo piano in allestimenti di opere shakespeariane nell' Anfiteatro di Roselle e nell’antica città di Cosa.
Nel 2005 si è laureata in Storia della danza con una tesi sulla formazione artistica alla Folkwangschule.
Alla fine del 2005 ha fondato, con l' attore Giacomo Rosselli, l’associazione Genta Rosselli, con la quale ha prodotto e diretto il cortometraggio “Il maleficio della farfalla”, da Garcia Lorca, con il contributo dell’IMAIE, nel quale è anche interprete e autrice delle musiche originali.Produce spettacoli e performance nelle quali è coreografa e interprete solista. In questi lavori approfondisce la ricerca di una forma espressiva che, partendo dalla danza, cerca di superare la tecnica fine a se stessa, nella direzione di un' espressione necessaria, una sintesi tra arti visive e teatrali, buto e tanztheater.

Nel 2006 è iniziata un’intensa collaborazione artistica con il compositore, autore di scenografie digitali e videomaker, Marco Schiavoni, con il quale, oltre ad approfondire il linguaggio filmico, firmando la regia di alcuni cortometraggi, inizia la sua carriera di cantante con il disco e il concerto Las Rosas de Mayo, frutto di una ricerca sul mondo poetico di Garcia Lorca. Negli ultimi due anni Genta Rosselli e Studio Zobit di Marco Schiavoni hanno prodotto numerosi videoclip, performance, cortometraggi e lo spettacolo multimediale "Di qui a cinque anni", che dal 2006 ad oggi è stato replicato più di 30 volte.


Marco Schiavoni
Compositore, produttore musicale, videomaker. Nato a Roma nel 1961, autodidatta, scrive musiche di scena per danza, teatro e cinema dal 1979. Ha collaborato con la maggior parte delle compagnie di danza italiane, enti lirici e festival internazionali (Teatro alla Scala, San Carlo di Napoli, Arena di Verona, Maggio Musicale Fiorentino, Balletto di Roma, Balletto di Toscana, Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini...).
Le sue composizioni sono presenti in oltre novecento produzioni, spaziando dal balletto classico alla danza contemporanea, dal teatro dei burattini al teatro di prosa tradizionale e sperimentale, dai documentari per la FAO a vari film (tra cui il cortometraggio "SENZA PAROLE" di Antonello De Leo, candidato all' Oscar 1997 e vincitore del Donatello 1997), dalla sonorizzazione di installazioni di arti visive alla partecipazione di Festival Internazionali come performer e concertista; ha realizzato inoltre diverse opere radiofoniche commissionate dalla RAI.
Parallelamente all'attivita di compositore, si occupa di immagini e tecnologie digitali per la realizzazione di cortometraggi, videoclip e videoinstallazioni. Tra i suoi ultimi lavori di videoscenografo: Filottete, con Pino Micol, Teatro Olimpico Vicenza; Odysseus, Dance Opera di Renato Greco, Il Cairo estate 2008; Parola ai Giurati, con Alessandro Gassman, 2008/2009.
Dal 2006 ha formato il sodalizio artistico con Caterina Genta, con la quale ha firmato diverse opere musicali, cortometraggi, videoclips, performance visive e teatrali.

 

“C’è un regno del cuore fatto di tutte le cose che abbiamo imparato o vissuto, che non bisogna invadere ma lasciare intatto” ( Mitsukata Ishii).


Corpo trasparente, per guardare e guardarsi attraverso, lasciarsi attraversare.
Danza provocatoria e glaciale, erotica e intimista.
Chiarissime leggere gocce, rosso ghiaccio, calde lacrime di vetro.

Guqin, chiamato nell'antichità "Qin" o "YaoQin", si può far risalire a più di 3 mila anni fa. Ha una cassa di risonanza piatta e lunga, una testa quadrata e una coda ovale. La tonalità del Guqin è chiara, incantevole e variata. Nell'antichità, prima di suonarlo, occorreva lavarsi e cambiarsi d'abito, accendere incensi, accovacciarsi a terra con le gambe incrociate e porre lo strumento sulle ginocchia o su tavolino basso.
Il Guqin era considerato uno strumento di eleganza e graziosità e non solo i letterati ma anche gli imperatori, amavano suonarlo. Il Guqin ha una ricca capacità espressiva, e può descrivere sentimenti di vario tipo e incantevoli paesaggi naturali.


Il Gu-Jang, versione moderna dell'antichissimo strumento Guqin, è uno strumento a corde che viene suonato tradizionalmente con dei plettri applicati alle dita della mano destra. Mentre la mano destra pizzica le corde la mano sinistra può effettuare, tramite pressione, dei glissati o dei vibrati sulla corda suonata in quel momento. Nella mia ricerca personale ho sviluppato tecniche alternative per ottenere altre sonorità. L'uso dell'arco, la percussione con matite bianche, lo sfregamento con oggetti metallici. La confidenza con questo strumento è aumentata nel tempo e grazie alla possibilità dei ponti mobili ho utilizzato anche diverse accordature, oltre a quella tradizionale cinese (pentatonica). In questo modo ho potuto usare l'arpa per imitare altri strumenti a corda, come la cetra, il salterio ed altri strumenti antichi o etnici. Questa versione dello strumento, realizzato nel 1986 da un liutaio di Hong Kong, ha 21 corde di acciaio ricoperte di seta. Per la nuova occasione lo strumento sarà utilizzato in modo “totale”, per coniugarsi armonicamente con il mondo plastico e sensuale di Caterina Genta.